ADDIO DIESEL: ufficiale, il Governo ha firmato l’atto d’ABOLIZIONE I Scatta il conto alla rovescia, obbligati a cambiare auto

Ormai la decisione è ufficiale. Tra poco chi guida un’auto a diesel si troverà in difficoltà: ecco perché è stata presa questa scelta.
Chi guida un’auto a diesel, negli ultimi anni, si è già trovato più di una volta a vivere dei momenti decisamente complicati. Questa tipologia di alimentazione del motore è da tempo infatti soggetta ad alcuni divieti alla circolazione che ne hanno compromesso la diffusione.
Nonostante gli evidenti svantaggi dal punto di vista ambientale delle auto a diesel, queste auto restano tra le più utilizzate nel nostro paese. Ora però le cose stanno per cambiare e in modo anche piuttosto drastico dopo l’ultima decisione del governo di Giorgia Meloni.
Dal 1 gennaio 2026, infatti, entrerà in vigore un importante cambiamento per quanto riguarda le tasse sulle auto a diesel. In particolare si torna a parlare di accise, una questione che da parecchio tempo genera la rabbia degli automobilisti italiani e non solo.
La misura del governo Meloni comporterà un pesante aumento dell’imposta sul gasolio. Al tempo stesso, verranno ridotte le accise sulla benzina, con l’obiettivo di incoraggiarne l’utilizzo a discapito del diesel.
Accise sul diesel, dal 1 gennaio 2026 l’aumento da record
Al momento, l’accisa sul gasolio è di 61,7 centesimi al litro. Quella sulla benzina invece ammonta a 72,8 centesimi. La riforma che entrerà in vigore a partire dal prossimo anno porterà le aliquote a essere pari, ovvero a un valore di 67,25 centesimi al litro. Questo cambiamento comporterà un aumento non da poco per chi guida un veicolo a diesel, mentre ci sarà un leggero risparmio per chi invece guida un veicolo a benzina.
L’impatto economico può sembrare da poco, ma non lo è. Sia per gli automobilisti, dato che si stima che chi guida un’auto a diesel spenderà 100 euro in più all’anno per il rifornimento, ma anche per lo Stato.

Un guadagno importante per lo Stato
Si calcola infatti che un aumento di 1 centesimo al litro possa arrivare a generare circa 245 milioni di euro in più per lo Stato. Le risorse aggiuntive saranno destinate al potenziamento del trasporto pubblico locale e al fondo per la delega fiscale.
La misura di cui abbiamo parlato era inizialmente prevista per luglio 2025. Alla fine, è stata posticipata al 1 gennaio 2026 per consentire a cittadini e ad aziende di adeguarsi a questo importante cambiamento.